Stampare in 3D i Pcb è un affare

Secondo BCC Research quest'anno il mercato globale dei servizi di propduzione elettronica (ECM) servizi dovrebbe superare i 560 miliardi di dollari, e sfiorare gli 850 entro il 2021, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) dell'8,6%.

Un mercato importante, quindi.

Per inquadrare meglio le possibilità e  capire se esistono vantaggi a internalizzare la produzione di Pcb utilizzando la stampa 3D, negli scorsi mesi Nano Dimension ha condotto un sondaggio su quasi 300 produttori di elettronica in tutto il mondo (prevalentemente aziende sotto i 500 dipendenti nord americane, ma anche israeliane, indiane ed australiane).

È risultato che solamente un'azienda su quattro spende meno di 10mila dollari all'anno in prototipazione di Pcb.

Ben il 16% degli intervistati ha detto di spendere oltre 100mila dollari all'anno per prototipi Pcb. Un altro 17 % ne spende tra 50 e 100mila.  E il grosso, il 44%, tra 10 e 50mila dollari.

Simo Fried Nano Dimensions

Per Simon Fried, Chief Business Officer di Nano Dimension, che parlerà agli Additive Manufacturing Talks di Milano il 10 giugno, prototipare i Pcb fuori dall'azienda è controproducente: si impiega troppo tempo e mette a rischio la proprietà intellettuale.

In poche parole, per Fried è giunta l'ora che gli ingegneri si stampino i propri prototipi di Pcb multistrato in casa.

Impossibile? No: il 93% degli intervistati da Nano Dimensions ha detto che le loro aziende lavorano con basse tirature.

E il 62% definisce i proprio Pcb troppo complessi e vittime di un processo di prototipazione costoso.

Per non dire che due su tre sono preoccupati della sicurezza della loro proprietà intellettuale quando inviano i loro disegni per la prototipazione a soggetti terzi e non ricevono certezze sui tempi di consegna.

La stampante 3D per l'elettronica DragonFly di Nano Dimensions
La stampante 3D per l'elettronica DragonFly di Nano Dimensions
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