Quell’irrealistica stampante 3D di Grey’s Anatomy

La stampa 3D è stata il filo conduttore della decima stagione. Me che stampante hanno usato Cristina e Meredith? E potrebbe davvero stampare organi e tessuti per l’uomo? Decisamente no.

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Si è da poco conclusa, in Italia, la decima stagione della popolare serie televisiva Grey’s Anatomy. Avvincente come al solito, ha avuto anche il merito di contribuire a livello mondiale alla diffusione della stampa 3D e al suo potenziale in ambito medico. Cristina Yang e Meredith Grey si contendono una stampante 3D che l’una vuole usare per creare una vena porta da installare nella pecora Dolly e che l’altra vuole impiegare per creare un condotto in grado di salvare un neonato. Cristina Yang è talmente affascinata da questa tecnologia che, nel finale di stagione, decide di accettare l’offerta del suo ex Burke che le affida la conduzione di una clinica svizzera nella quale si vedono al lavoro venti delle stampanti che Meredith aveva scelto per le sue ricerche Grey Sloan Memorial Hospital. Estasiata, tanto da ammettere che la sua ambizione sia quella di usare la stampante 3D di Meredith per realizzare il suo sogno di stampare un cuore funzionante.

La fantasia batte la realtà

Ma che diavolo di modello di stampante sarà quella che si vede nella serie, che può stampare organi impiantabili nel corpo umano e che, evidentemente, costa così tanto che un ospedale come il Grey Sloan Memorial Hospital non può permettersene due, per accontentare sia Meredith sia Cristina? È semplicemente, e qui la fiction prevale sul realismo, una CubeX. Una stampantina da 2000 euro con tecnologia FDM prodotta da 3D Systems, in grado di stampare oggetti in plastica (ABS e PLM). Buona, ma non certo in grado di fare quello che si vede nella serie tv. Progressi in questo senso sono stati fatti, nel mondo reale, con altre tecnologie e sistemi. Ne parliamo, ad esempio, qui.

Cubex