MECSPE 2020 slitta a giugno a causa del coronavirus

Mecspe 2020

MECSPE 2020 è stato spostato dal 26-28 marzo al 18-20 giugno 2020, sempre presso Fiere di Parma.

Come riporta una comunicazione di Senaf, considerando gli accordi intercorsi tra i quartieri fieristici dell’Emilia Romagna e gli uffici preposti della Regione, dato l’attuale stato di incertezza regolatoria in merito al Coronavirus, a tutela delle persone coinvolte (Espositori, Visitatori, Segreterie Organizzative, Personale di allestimento e servizio) e per dare un’opportuna tempistica per la ri-calendarizzazione a tutti gli operatori, la direzione di MECSPE ha deciso di rinviare al 18-20 giugno la programmata fiera MECSPE di Parma.

Lo spostamento di MECSPE darà modo di garantire agli oltre 2.300 espositori il consueto successo della fiera, che negli ultimi anni sta mantenendo un costante trend di crescita del numero di visitatori italiani ed esteri.

Il programma delle iniziative speciali, la conformazione dei saloni e le assegnazioni già effettuate non saranno modificate.

MECSPE 2020 si terrà alle Fiere di Parma dal 18 al 20 giugno.

La decisione di spostare la data del più grande evento fieristico per la meccanica e l’industria 4.0 italiana è stata immediatamente seguita da quella di rinviare a giugno anche il Salone del Mobile di Milano.

Queste due contingenti decisioni danno la misura di quanto il coronavirus stia impattando sul sistema fieristico italiano, che è uno dei volani dell’economia nazionale.

Ogni anno il comparto italiano, come ricorda in una nota il presidente di Aefi, Associazione Esposizioni e Fiere Italiane, Giovanni Laezza, coinvolge circa 200.000 espositori e 20 milioni di visitatori, genera affari per 60 miliardi di euro e dà origine al 50% delle esportazioni delle imprese partecipanti. A questi numeri vanno aggiunti quelli dell’indotto (trasporti, ricettività e ristorazione).

Secondo i dati UFI (Unione delle Fiere Internazionali), nel 2018 le oltre 32.000 fiere mondiali hanno generato un valore economico di 275 miliardi di euro, in un contesto in cui l’Italia si posiziona al quarto posto.

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