La vocazione di Beamit per il metallo

Beamit dispone di 30 macchine di stampa e di 13 materiali metallici validati.

Gabriele Rizzi, chief commercial Officer di Beamit ci racconta storia, strategia e attrezzature di Beamit. Primo service italiano a installare stampanti 3D per il metallo, dispone oggi del parco macchine più consistente in Europa in questo segmento della manifattura additiva.

Gabriele Rizzi, chief commercial Officer di Beamit.

Beamit è stata fondata nel 1997 con l’obiettivo di diventare un centro di riferimento europeo nel campo dell’additive manufacturing, quale ora si trova ad essere posizionata. Prima tra le aziende in Italia ad installare macchine di stampa 3D per applicazioni di materiali metallici, dispone del più ampio parco stampanti in Europa con le quali, oltre a mantenere una parte limitata di prototipazione con materiali polimerici, realizza componenti di particolare complessità in metallo o leghe metalliche. Disponendo di 30 macchine di stampa, tra cui le recenti evoluzioni delle tecnologie e delle più grandi in termini di volumi di stampa e dotate di multilaser, disponendo altresì di 13 materiali metallici validati (unica azienda europea ad avere tale possibilità). La sede principale è a Fornovo di Taro (Parma).

Tra i materiali metallici, si possono indentificare gli acciai inossidabili (AISI316L, 17-4PH, 15-5PH e Acciaio CX) lega di Titanio (Ti6Al4V), lega di Alluminio (AlSi10Mg), superleghe a base nickel, della famiglia degli Inconel (IN625, IN718, IN939 ed Hastelloy X), CoCrMo , argento e rame puro. Tra le diverse attività di ricerca e sviluppo che Beamit persegue, una in particolare ha portato a realizzare una nuova lega di alluminio che mostra elevate performance alle alte temperature, con comportamenti simili alle leghe di titanio ma con il vantaggio della leggerezza dell’alluminio. Le attività di ricerca sono ad ampio spettro, dai processi additivi , ai materiali al post processo (finitura e trattamenti termici e superficiali) anche in collaborazione con le principali università italiane (ad oggi, sono operative sette tesi di laurea).

Il parco macchine di Beamit è tra i piu ampi in Europa, con diverse piattaforme tecnologiche per dimensione e per numero di laser installati. Tecnologia adottata è la PBF (Powder Bed Fusion) con piattaforme da 250x250x200 mm fino alle più recenti macchine multilaser (quattro laser che lavorano simultaneamente) con piattaforme da 400x400x360mm e 280x500x360mm. I principali costruttori di tecnologia sono EOS, SLM Solutions, Renishaw, Sisma ed Arcam (per la tecnologia Elettron Beam EBM). Di recente installazione, una nuova piattaforma tecnologica con un processo di stampa NPJ (NanoParticle Jetting) con nanopolveri con il quale è possibile ottenere finiture e prestazioni decisamente spinte. In questo ambito, il materiale è la ceramica. Tra i processi speciali che BEAMIT integra sul prodotto additivo, i trattamenti termici in vuoto , con il recente accreditamento NADCAP , i trattamento termico in aria per le leghe di alluminio.

Numerose sono le collaborazioni in essere con aziende operanti in vari ambiti tecnologici ed industriali, che variano dall’energy, al racing motorsport, all’aeronautico e spazio al settore più ampio dell’industriale. Tra i maggiori clienti si annoverano Ferrari, Ducati, Toro Rosso, Sauber, Dallara. Ma anche Collins Aerospace, Safran, Boeing, Airbus e Leonardo (nelle varie divisioni), Ansaldo Energia, senza tralasciare FCA, CNH e tanti altri.

Gli investimenti realizzati negli ultimi 5 anni (21 milioni di euro), hanno consentito a Beamit di crescere nel mercato additive e di mettere le basi per la prossima crescita, i cui recenti anni ha visto una crescita media del 37%.

L’offerta di Beamit si completa con la divisione AMCC Additive Manufacturing Competence Center. AMCC costituisce un centro di eccellenza aperto presso il quale sono erogati servizi per clienti, fornitori, collaboratori e ricercatori di centri di ricerca che intendono imparare ed investire nella tecnologia additiva, sia lato produzione di componenti che sviluppo di nuovi processi tecnologici. A completamento del piano strategico industriale, la realizzazione di un cluster di aziende votate al settore aeronautico, attraverso il quale fornire un servizio completo di tecnologie e processi speciali al fine di realizzare in componente completo (SPCC).

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