Southesign: dal progetto all’oggetto

Lo studio Southesign ha realizzato il prototipo della statua di Nettuno da Herdonia tramite tecnologia 3D Printing che impiega una componente di base gessosa fissata con l’ausilio di un collante.

Focus sullo studio di progettazione e prototipazione rapida Southesign – Specializzato in design industriale in settori che spaziano dalla gioielleria all’high-tech passando per ambiti differenti.

Lo studio Southesign ha realizzato il prototipo della statua di Nettuno da Herdonia  tramite tecnologia 3D Printing che impiega una componente di base gessosa fissata con l’ausilio di un collante.
Lo studio Southesign ha realizzato il prototipo della statua di Nettuno da Herdonia tramite tecnologia 3D Printing che impiega una componente di base gessosa fissata con l’ausilio di un collante.

 

Southesign è uno studio specializzato in componenti high tech (sicurezza, domotica, termoregolazione e componenti del settore elettrico), che progetta con il preciso obiettivo di coniugare gli aspetti estetici con quelli funzionali. Oltre alle fasi di ideazione e progettazione, ed è una sua particolarità interessante, Southesign realizza file di esecuzione (matematiche) per la gestione diretta delle fasi di produzione sia per prototipi sia per la produzione di stampi. Ma l'aspetto più interessante per 3D Printing Magazine è che Southesign ha deciso di dotarsi internamente, anziché rivolgersi a service esterni per la stampa 3D, di due stampanti per la prototipazione rapida, in cera e in polimeri. Il primo macchinario a deposizione per prototipi in cera è utile in particolar modo per il settore gioielleria, in quanto dal prototipo si ricavano direttamente oggetti in metallo con il processo di fusione della cera. La stampante a deposizione per la realizzazione di modelli in gesso, consente invece di spaziare dalla produzione di calchi per l’industria ai plastici per architetti, ingegneri e arredatori, ai test estetico-funzionali relativi a un progetto. Fra le applicazioni più attinenti alla promozione del territorio, che sottolinea ancora una volta le potenzialità della fusione fra innovazione tecnologica e cultura, vi è la ricostruzione virtuale e fisica di ritrovati archeologici e di monumenti. Abbiamo parlato dell'azienda, di design e di progettazione rapida con i due soci fondatori: Antonio Capogna, responsabile per il marketing e per le relazioni con i clienti di Southesign e con Antonio Arnese D’Atteo, designer di lungo corso ed esperto di modellazione 3D e produzione nei centri di lavoro, che hanno risposto a "due voci" alle nostre domande.

Antonio Arnese D’Atteo (a sinistra) e Antonio Capogna (a destra), fondatori di Southesign.
Antonio Arnese D’Atteo (a sinistra) e Antonio Capogna (a destra), fondatori di Southesign.

 

Qual è la storia di Southesign?

Lo studio nasce nel dicembre 2008 ad Andria, in Puglia, in un territorio ultimamente vivace dal punto di vista dell’innovazione e della sperimentazione, da un’idea di Antonio Arnese D’Atteo, designer di lungo corso ed esperto di modellazione 3D e produzione nei centri di lavoro, e Antonio Capogna, responsabile marketing e delle relazioni con i clienti. Southesign ha scelto la propria localizzazione nel centro storico di Andria, avendo, fra gli altri, come auspicio quello di porsi come elemento di fusione fra innovazione e rivalutazione dei luoghi cittadini che necessitano di particolare attenzione. Il fatturato di Southesign, essendo uno studio e non una azienda di produzione, si attesta sulla media di un normale studio di progettazione, basando la propria forza sull'unione delle nostre competenze in campi tanto specifici quanto complementari per valorizzare l’attività. Di volta in volta, in base ai progetti sviluppati, ci avvaliamo anche del supporto di altri giovani designer che apportano sempre freschezza e originalità alle idee.

Southesign_interfaccia CAD-CAM per RP con Z450 Southesign pulitura Nettuno RP polimeri Nettuno esposto a Museo Foggia

 

In quale modo, a livello di progettazione, riuscite a coniugare gli aspetti estetici e quelli funzionali?

Coniugare gli aspetti estetici a quelli funzionali fa parte del modus operandi dello Studio Southesign fin dall’inizio della loro attività. Tutto parte da un concept, che può essere determinante nel soddisfare le richieste del cliente in quanto ne colpisce da subito la fantasia. Le fasi successive di progettazione e realizzazione delle matematiche per la produzione degli stampi, sono comunque quelle fondamentali per ottenere un ottimo prodotto oppure qualcosa di incompiuto, in quanto molto spesso un prodotto di successo non è solo un bell’oggetto, ma un oggetto che risolva delle esigenze funzionali da parte dell’utente e delle esigenze produttive e tecniche da parte dell’azienda. Soprattutto, un prodotto che deve rispondere alle esigenze di industrializzazione in serie non può solo fermarsi all’aspetto estetico, e ciò è evidente anche in settori più fashion come la gioielleria. Ecco perché diviene importante l’esperienza maturata non solo a livello del design, ma anche e soprattutto cumulata in anni di contatti con le aziende di produzione, comprendendone problematiche e conoscendo le caratteristiche dei materiali specifici nei vari settori, e delle tecniche di produzione e di prototipazione rapida.

Qual è il vostro livello di collaborazione con le aziende clienti, nelle fasi che partono dall’ideazione sino ad arrivare alla produzione di prototipi o stampi?

Innanzitutto fra Southesign e tutti i propri clienti tende ad instaurarsi un livello di fiducia che, per missione dello studio, deve mirare alla completa fidelizzazione delle aziende con le quali si collabora. In tutti i passaggi che vanno dall’idea alla realizzazione concreta di un progetto, il livello di confidenza con i nostri committenti è tale, da poter stazionare in call-conference per ore se vi è la necessità di procedere rapidamente nel compimento di un progetto. Avendo l’obiettivo di crescere professionalmente, il punto di forza di uno studio come Southesign è proprio quello di lavorare, quando possibile, quasi "in diretta" con le aziende, che possono quindi fare affidamento sulla nostra flessibilità e rapidità di esecuzione senza incorrere in lunghi tempi di attesa richiesti nei casi di collaborazioni con mega-studio. Anche nell’interfaccia con gli stampisti delle aziende nostre clienti, la musica non cambia, dato che preferiamo sempre rapportarci direttamente con i produttori di stampi in modo da velocizzare le procedure grazie al confronto a monte con loro. Tutto si condensa in una formula ‘chiavi in mano’, molto apprezzata da parte di chi ci affida un lavoro.

Perché avete deciso di dotarvi internamente di due macchinari per la produzione rapida?

La dotazione interna dei macchinari di prototipazione deriva almeno da un paio di motivazioni. La prima ha avuto fin dall’inizio un carattere di sfida, nel senso che abbiamo voluto lanciarci nel mondo della pura tecnologia e della sperimentazione come un’avventura dalle risorse e dagli obiettivi talvolta imprevisti, ma anche più stimolanti. La seconda causa, molto più pragmatica e attinente al mondo del lavoro di cui facciamo parte, deriva da considerazioni strategiche sulle possibilità che dei macchinari di rapid prototyping possono dare. Una macchina di RP può trasformare una tua idea in qualcosa di concreto, con cui poter far vedere al mondo ciò che hai concepito, e alle aziende tue potenziali clienti le tue abilità. Sempre in connessione con gli aspetti strategici di Southesign, avere in dotazione tali tecnologie ti permette di ottenere un notevole vantaggio competitivo che si spiega sia nella loro non ancora ampia diffusione, sia nella possibilità di spaziare su una vasta gamma di ambiti, settori e progetti, per i quali l’impiego della prototipazione è molto indicata.

macchinario Z450 di Southesign

 

Quali sono le macchine sulle quali avete investito?

Disponiamo per ora di due macchinari di prototipazione rapida, entrambi di fabbricazione americana ed entrambi operanti ‘per deposizione’, dunque servendosi del metodo additivo che consente di costruire, strato su strato, le geometrie previste dai file di modellazione inviati alla macchina. In particolare la stampante T76 della Solidscape, lavora in cera fondibile, ed è specificatamente adatto al mondo della gioielleria, bigiotteria, ed in tutti i settori in cui vi siano delle componenti di precisione previste in metallo. La cera utilizzata è infatti fondibile, perciò molto indicata al cosiddetto processo "a cera persa" (lost-wax process) che è fondamentale per l’ottenimento di qualunque particolare metallico, sia esso nobile che di lega più economica. L’altro macchinario, Zprinter 450 della ZCorporation (ora acquisita dal colosso 3D Systems), agisce a partire da polimeri di gesso fissati da un collante. Di utilizzo più ampio, sia nell’ottica di un mock-up che per costruire qualunque manufatto (ad esempio nel campo dei plastici architettonici), la Z450 è molto flessibile e rapida, dandoci anche il plus di riprodurre in 3D dei prototipi direttamente nella colorazione ricercata.

Quali sono i vostri clienti tipo?

Sia da un punto di vista della remunerazione in corrispondenza al valore dei progetti sviluppati, che da quello del rapporto fra benefici ottenuti e tempo dedicato ai progetti, senz’altro il core target di Southesign è rappresentato dal mondo aziendale, di qualunque tipologia faccia parte. Mi spiego: la nostra attività può essere utile alle imprese proprietarie dei marchi commerciali più famosi, che a loro volta si rivolgono a terzisti o produttori esterni per la fase di produzione. Può essere anche utile per tutte le aziende la cui attività è strettamente connessa ad una produzione, o che per l’appunto producono per aziende madri. In tutti i casi, l’intervento dello studio Southesign è sempre centrato sulla richiesta ad hoc dell’interlocutore, nel senso che non abbiamo difficoltà, per le competenze cui abbiamo accennato, a far fronte a necessità di semplice ideazione di un concept, come di pura progettazione meccanica e di montaggio, come anche alla realizzazione dei soli file di esecuzione che fungono da matematiche per la costruzione di stampi per la produzione. Ovviamente la ciliegina sulla torta è rappresentata dalla prototipazione: quando il cliente ci richiede il cosiddetto mock-up di un progetto, siamo più contenti e soddisfatti perché siamo coscienti che stiamo giungendo alla chiusura del cerchio. Per ciò che concerne i settori trattati, attualmente il comparto che ci dà maggiori soddisfazioni è senz’altro quello dell’high-tech legato alla domotica, security, termoregolazione, che ancora danno segnali incoraggianti a fronte della crisi e in cui gli attori del mercato investono in progetti a medio termine puntando sul connubio fra tecnologia elettronica e meccanica, ma con la forte attenzione agli aspetti del design e del gusto estetico. Questi ultimi rimangono forti driver all’acquisto da parte del consumatore finale. Il settore della prototipazione ci dà anche l’opzione di rivolgerci ai privati  che facciano richieste ad hoc, come ad esempio un ragazzo che voglia sorprendere la fidanzata con un anello personalizzato: in tutte le circostanze particolari, la realizzazione di un prototipo sacrificale, specie nella prototipazione in cera, può servire a produrre un oggetto originale e unico dal punto di vista del design, facilitando inoltre il lavoro dell’artigiano orafo che avrà già una forma-madre da cui partire per la sua fusione ‘a cera persa’.

Nell'ambito della prototipazione rapida e della progettazione 3D, quali ritenete essere i vostri principali punti di forza?

Senz’altro il principale punto di forza del nostro studio è costituito dalle competenze che ci permettono di coprire tutte le fasi del design in maniera completa. Un altro vantaggio per Southesign è dato dalla capacità di gestione dei programmi di modellazione tridimensionale in maniera ampia e variegata, che ci porta a essere competitivi, rassicuranti per i clienti e totali nella nostra offerta. La conoscenza dei software 3D rende lo studio flessibile nell’affrontare settori differenti con la stessa rapidità. Se ci riferiamo poi al nostro modus operandi, facciamo notare che il nostro lavoro si completa, prima di avviare la fase concettuale, dell’analisi attenta di benchmarking sulle soluzioni presenti sul mercato che ci accingiamo a trattare, aggiungendo a questo un continuo quanto necessario aggiornamento di tendenze, materiali e soluzioni tecniche. Questo step, che possiamo definire di vero e proprio marketing analitico, ci aiuta molto nell’indirizzare la successiva individuazione delle proposte più attinenti e coerenti con le richieste del committente. Una procedura adottata da Southesign anche nel caso di studio di prodotti innovativi che talvolta noi stessi proponiamo alle aziende e che ci servono da bigliettino da visita in fase conoscitiva per evidenziare le nostre capacità durante i primi incontri.

Cosa ne pensate del mercato della prototipazione rapida nel mondo e in Italia?

Le tecnologie della prototipazione rapida ormai hanno un tale livello di evoluzione da poter trovare applicazione in qualunque settore grazie alla diversità di materie prime utilizzate a seconda dei macchinari. In base alla nostra esperienza, da uomini del Sud (con la S maiuscola, se lo consideriamo nella accezione più positiva, vitale e innovativa), vi è chiaramente ancora un gap tecnologico fra le diverse aree del nostro paese. La differenza non è tanto rinvenibile nelle capacità o nelle conoscenze, che invece a nostro parere sono livellate, quanto nelle possibilità di sbocco che determinate tecnologie possono avere sulle necessità di potenziali clienti localizzati nella propria area di appartenenza. Avere uno studio o un’azienda di service di RP a Brescia è sicuramente diverso dall’averli in Puglia o Calabria, proprio per il rapporto fra numero di studi che detengono tali tecnologie e numero di aziende potenziali richiedenti di una simile prestazione. E’ chiaro che laddove il tessuto imprenditoriale, pur nella crisi, è più vivace e diffuso, aziende e studi come il nostro hanno più probabilità di offrire la propria prototipazione ad un maggior numero di imprese. Tale disparità fra aree geografiche, tipica dell’Italia da molti punti di vista, non spaventa però Southesign, se consideriamo che i nostri clienti-tipo sono innanzitutto aziende del centro- nord. Se poi ci spostiamo in un’ottica mondiale, siamo certi che negli USA o in Giappone le tecnologie della prototipazione rapida sono già di gran lunga più evolute di quelle impiegate in Italia o in Europa; ma ciò è abbastanza naturale, visto che i maggiori costruttori e proprietari di macchinari di RP (si pensi al colosso 3D Systems) provengono tutti da quei Paesi. La cosa interessante è che l’offerta di macchinari, sia dal punto di vista della profondità di gamma che di differenziazione di prezzo, consente a chiunque di dotarsi si una tecnologia che permette di produrre a casa propria un progetto o un’idea per vederli realizzati, il che non è poco. L’aspetto che rallenta una diffusione ancora più forte è la ancora bassa alfabetizzazione informatica e sulle pratiche di modellazione 3D, che sono imprescindibili dall’utilizzo pratico dei macchinari di RP.

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