Nuovi percorsi di produzione in 3D

Si sta affermando un metodo di produzione più vicino alla collocazione finale dell’oggetto, sia esso un prodotto a uso personale o un elemento di una catena produttiva.

Parliamo dunque di produzione frammentata, a significare una parcellizzazione del momento produttivo e del tempo dell’impiego degli oggetti, che oggi non nascono inerti, ma hanno già insita la vocazione a trasmettere dati, a essere di per sè fonte di informazioni.

Nell’era del controllo, della iperconnettività, gli oggetti che nascono con la stampa 3D devono tenere in considerazione questo connotato. E devono farlo anche i creatori di competenze necessarie a sostenere lo sviluppo dell’additive manufacturing.

Il viaggio nello spazio che vi proponiamo sul nuovo numero di 3D Printing Creative per tratteggiare gli scenari di impiego della stampa 3D vuole proprio simboleggiare questa assenza di limiti allo sviluppo, alla portata dell’additive manufacturing.

E per rimanere con i piedi per terra, abbiamo scelto di proporvi una vista su come le produzioni di fabbrica che sono più legate agli aspetti tradizionali, come quella degli ingranaggi o quella metalmeccanica, possano attingere capacità di crescita dalle proposte che provengono dal campo della manifattura additiva.

Esempi di produzione personalizzata, che si spingono a livello di miniaturizzazione fino al modellismo, sono il complememento a uno dello scenario che abbiamo delineato.

La parte tecnologica dello speciale dedicato al manufacturing si focalizza sulle stampanti 3D che oggi possono essere destinate alla produzione, con logica industriale.

Abbiamo fatto una selezione ragionata di quello che il mercato propone, presentando i produttori, i modelli adatti a essere de- stinati alla produzione e le tecnologie.

Ma la manifattura additiva non si basa solamente sulla capacità tecnica di una stampante 3D: lo fa anche sulla capacità imprenditoriale di strutturare un sistema di produzione articolato, gestito, in grado di arrivare sul territotorio dove e quando serve.

È il lavoro che fanno i service industriali, ossia quelle strutture che si sono dotate in proprio di sistemi di stampa 3D (e che continuano a farlo seguendo il passo dell’innovazione tecnologica) e propongono all’indotto manifatturiero il proprio know how e la propria capacità produttiva.

Noi li abbiamo censiti e ve li presentiamo tratteggiando la loro attività e sintetiz- zandola in una tabella da conservare come vademecum. Uno di loro, Zare, ci ha aperto le porte, facendoci vedere come lavora un service e consentendoci di visionare sul campo due stampanti di fascia alta (una ConceptLaser per i metalli e una Hp Jet Fusion per i polimeri).

Come prova di pro- dotto abbiamo fatto un salto alla base della manifattura, prendendo in mano una stampante 3D Fdm che incarna, anche per come è stata progettata e costruita, i principi fondamentali del manufacturing, come automazione, controllo, resilienza: la Zero di Kentstrapper.

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