La stampa 3D è di casa a Gerusalemme

Con un terzo della ricerca e sviluppo del paese, l'Università ebraica di Gerusalemme è il polo di ricerca primario in Israele. E ora sta diventando anche l'hub ufficiale della stampa 3D con la creazione di un centro funzionale, il primo del genere nel paese.
Professore Shlomo Magdassi dell'Università Ebraica di Gerusalemme
Il professore Shlomo Magdassi dell'Università Ebraica di Gerusalemme, papà dei nano inchiostri che consentono alla 3D Dragonfly 2020 di stampare per il mercato dei Pcb

Il nuovo centro, cui spetta anche di fungere da acceleratore dei frutti delle attività di ricerca a livello internazionale, è diretto dal professor Shlomo Magdassi, che ha avuto modo di dichiarare come sarà un hub interdisciplinare per ricercatori e studenti provenienti da tutta l'area scientifica  dell'università. In pratica il centro attrarrà studenti di chimica, fisica, biologia, medicina, agricoltura e ovviamente informatica incentivandoli a creare sinergie.

Con l'aiuto della società di trasferimento tecnologico Yissum, che gestisce brevetti e commercializzazione dei prodotti, l'Università Ebraica si è resa protagonista di innovazioni di successo.

Magdassi stesso ha una lunga lista di invenzioni al suo attivo, come i nano inchiostri conduttivi utilizzati dalla società Nano Dimension, che ha recentemente introdotto la stampante 3D Dragonfly 2020 indirizzata al mercato della 3D printed electronics, o la tecnologia che consente a Dip-Tech di stampare in vetro.

Le innovazioni dell'università di Gerusalemme non si limitano a nanotecnologie e polimeri a memoria di forma e Magdassi punta a far attechire la stampa 3D in altri processi di produzione
, come quelli alimentari, medici ed edili.
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