A Parma Barilla presenta la pasta stampata in 3D

Su 3D Printing Creative ne avevamo parlato un paio di anni fa, quando Barilla lanciò, in collaborazione con il centro di ricerca olandese sulle tecnologie innovative TNO, un contest tra giovani designer per individuare nuovi formati di pasta adatti a essere stampati in 3D.
Un contest, poi sottomesso sulla piattaforma Thingarage, sotto l’ombrello dell’iniziativa “PrintEat! Your New Ide of Pasta”, dove raccolse svariate centinaia di proposte. Alla fine, tra funghetti e palloni da calcio, tra l’iperrigatone e la Barilla Noodle Cup (tutti nomi veri), tre formati sono emersi come vincitori: Rose, Luna e Vortipa.

Il punto è che da quel primo contest e dopo una fugace e probabilmente poco propagandata apparizione in Expo, dove il brand Barilla si è fatto maggiormente notare per l’impegno sul fronte dell’Internet delle Cose e della tracciabilità alimentare, della pasta Barilla stampata in 3D non si è più sentito parlare.
Fino a oggi, quando è tornata protagonista giocando in casa, in occasione del Cibus a Parma.

Un prototipo in mostra a Cibus

La società emiliana ha presentato infatti il prototipo di una stampante 3D in grado di stampare per l’appunto la pasta in diversi formati, semplicemente estrudendo un composto di semola di grano duro e acqua.
Velocità di produzione? Due minuti.
Ambiti di applicazione?
Per ora si parla di ristoranti e di punti di vendita specializzati in prodotti gourmet.
Il progetto è stato presentato da Fabrizio Cassotta, Innovation Pasta, Ready Meals and Smart Food Manager, che parla di stampare pasta inFormati mai visti prima fatti con gli ingredienti che più ci piacciono”, ipotizzando dunque la possibilità di utilizzare ingredienti diversi come verdure, legumi o altre tipologie di farine, cambiando di conseguenza non solo la forma, ma anche il sapore e l’apporto nutrizionale della pasta.
Stiamo parlando comunque, va precisato, di un prototipo, non ancora pronto per essere commercializzato.

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