Stratasys J55, per un design di prodotto a rapida convalida

J55

Dare alle aziende il modo di non dover più procurarsi parti e prodotti provenienti da tutto il mondo, azzerare i tempi di prototipazione e le spedizioni, creare tutto dove serve e quando serve: questa è la filosofia di fondo di Stratasys in cui si inserisce il rilascio sul mercato della nuova stampante 3D, la J55.

È stato lo stesso ceo di Stratasys Yoav Zeif, in diretta da Tel Aviv a contestualizzare in senso economico il rilascio della nuova stampante: «siamo in un periodo di accelerazione continua delle richieste di produzione, e questo vale ancora di più da quando è iniziata la  pandemia. I tempi di prodotto si sono compressi ulteriormente».

Yoav Zeif, ceo di Stratasys

Ecco perchè la stampa 3D in generale è la soluzione perfetta per i bisogni di oggi: «può cambiare lo status quo di come tutti realizziamo i prodotti. Si può creare un cloud di macchine 3D che possono produrre qualsiasi cosa in qualsiasi parte del mondo, in qualsiasi momento, senza interrompere la filiera produttiva», ha detto Zeif.

Anzi, secondo il ceo di Stratasys è proprio il concetto di filiera produttiva a risultare modificato, forse definitivamente, da questo modo di produrre e, ancora prima, di immaginare, pensare, progettare e concretizzare i prodotti.

ll senso è che oggi, specie nel l'attuale contesto pandemico, non si fanno compromessi sulla consegna dei prodotti e servono strumenti e metodi di creazione e produzione adeguati.

Ed è per dare ai designer di prodotto e ai team di progettazione uno strumento di realismo, veloce, a colori, economicamente accessibile, che Stratasys ha progettato e presentato oggi la nuova stampante 3D J55.

In consegna a luglio 2020 (gli ordini sono in corso di accettazione), a circa un terzo del prezzo di una stampante classica stampante 3D PolyJet di produzione, dice Stratasys, la J55 unisce realismo e produttività, oltre a elevata precisione e a cinque materiali di stampa simultanei per una palette di 500.000 colori convalidati Pantone, texture realistiche ed effetti di trasparenza su ciascun pezzo stampato, il tutto al fine di ridurre sensibilmente i tempi di convalida di progetto e quindi di prodotto.

J55, il cambio di prospettiva

La J55 introduce una metodologia diversa di produzione dei pezzi in 3D: la testina di stampa è fissa, a muoversi è il piatto, mediante un meccanismo di rotazione governato.

L'ingombro della macchina è contenuto e anche la rumorosità viene ridotta al minimo la rumorosità: la società la definisce silenziosa come un frigorifero di uso domestico.

È dotata della tecnologia di filtraggio ProAero per un funzionamento inodore.

Nelle intenzioni di Stratasys la J55 deve poter trasformare il processo di sviluppo del prodotto per progettisti e ingegneri, adattandosi a qualsiasi budget di progettazione

Per facilitare l’utilizzo della J55 Stratasys sta anche dando priorità alla semplificazione del flusso di lavoro.

È supportata dal software GrabCAD Print, importa i file CAD (da Solidworks, Catia, Ptc Creo, Siemens Nx, Inventor) e il formato 3MF, con un miglioramento significativo rispetto ai tradizionali file STL, OBJ e VRML. Supporta anche il flusso di lavoro a colori 3MF con il software di rendering 3D KeyShot di Luxion, funzionalità in beta che dovrebbe essere disponibile alla fine del 2020.

Complemento più piccolo della serie Stratasys J8, la J55 supporta l’intero processo di progettazione con invio alla stampa immediato e una post-lavorazione minima. Assicura la stessa risoluzione e lo stesso livello di dettaglio delle altre stampanti 3D della serie J8,.

La J55 offre ai progettisti funzionalità CMF (colore, materiale, finitura) sfruttando materiali PolyJet ad alte prestazioni, compresa a gamma di texture, la trasparenza del VeroClear, profili di colore basati su X-Rite e tonalità Pantone Validated.

La  J55 ha un volume massimo di costruzione di 1.340 pollici cubi (22 litri) e occupa uno spazio di soli 0,43 m2 (4,6 piedi quadrati).

La capacità di gestire cinque materiali oltre a quello di supporto consente agli operatori di caricare le resine più frequentemente utilizzate e di evitare i tempi di fermo macchina derivanti dal cambio di materiale.

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