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Nexa3D, velocità italiana

La realtà italiana Nexa3D ha da poco lanciato su Kickstarter una campagna per finanziare la stampante Nx1, che punta a stampare oggetti alla velocità di quasi un centimetro al minuto.

Performance e metodi che ricordano quelle della tecnologia Continuos Liquid Interface Production di Carbon3D, ma a prezzi inferiori ai 2mila euro.

A differenza della stampa a emersione che ha conquistato gli onori di tutte le cronache, quella proposta dalla creatura dei due ingegneri Luciano Tringali e Gianni Zitelli, con il supporto gestionale di Andrea Denaro, vuole guardare a un mercato tendenzialmente prosumer.

Nexa3D 2

I brevi tempi di stampa sono possibili grazie alla tecnologia proprietaria Lubricant Sublayer Photocuring (LSPc), che utilizza la luce e una resina specializzata per solidificare oggetti da uno stato liquido.

Tecnologia, appunto, che ricorda la CLIP.

La LSPc, si legge sulla pagina di Kickstarter, non solo aumenta la velocità, ma dato che si basa su un processo continuo che evita la stratificazione, conferisce accuratezza sull’asse Z.

A differenza dei sistemi di stampa 3D bottom-up convenzionali (come DLP, SLA), la LSPc interpone un film autolubrificante trasparente tra il fondo della vasca, la resina foto-polimerizzazione e la sorgente luminosa.

Il rilascio graduale di uno strato di olio, consente alla resina di solidificare mentre è in sospensione.

Cuore del sistema NX1 è dunque l’olio, perché crea un sottolivello inibitore che impedisce agli strati di nuova formazione di attaccarsi al piano di costruzione. Da non trascuare anche il ruolo del software e degli algoritmi dedicati, che provvedono a realizzare un processo di stampa continua.

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