Milano vuol fare manifattura 4.0

Il Comune di Milano ha varato un piano per coniugare la trasformazione digitale con la produzione manifatturiera.

Lo scopo è evidente e lo si ritrova nel genoma economico della città: creare lavoro sviluppando una nuovea economia urbana.

Con le linee di lo sviluppo del piano manifattura 4.0 Milano intercetta le linee programmatiche presentate dal Governo con il Piano Industria 4.0.

Nelle intenzioni dell'amministrazione Sala il territorio milanese deve diventare un ecosistema favorevole all’insediamento, alla crescita e allo sviluppo di imprese e startup attive nel campo della manifattura digitale e del nuovo artigianato 4.0.

Sono sei le aree di intervento individuate per far crescere la nuova manifattura digitale a Milano.

Si comincia con le attività di studio e ricerca, con azioni di monitoraggio dei fenomeni in corso sul territorio cittadino, per valutare le possibilità di insediamento e sviluppo nelle aree periferiche.

Sono comprese anche azioni di comunicazione per sensibilizzare gli attori economici e sociali verso le opportunità e i contenuti offerti dalla nuova manifattura 4.0.

Di rilievo anche lo sviluppo di laboratori e servizi territoriali dedicati alla nuova manifattura, come fablab, makerspace, hub di comunità, luoghi di promozione, esposizione e diffusione culturale, servizi di incubazione e accelerazione dedicati alle piccole e medie imprese e alle start-up innovative.

Centrale anche l’obiettivo di recuperare spazi della città, pubblici e privati in aree specifiche (periferie) e attualmente non utilizzati, da adibire all’insediamento della manifattura digitale.

Non mancheranno investimenti e sostegno economico da parte dell’Amministrazione per gli spazi dismessi, per i quali sono già stati iscritti a bilancio 10 milioni di euro, per mobilitare e incentivare investimenti privati.

Infine, le competenze. Prevista la formazione attraverso la creazione di percorsi ad hoc in grado di generare nuove competenze tecniche e scientifiche richieste ai nuovi artigiani, grazie alla collaborazione di istituti come Afol, Miur e Mi Generation Lab del Comune di Milano.

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