Wasp: è ora di stampare cose utili

 

È un Massimo Moretti di Wasp al top della disponibilità quello incontrato a Roma alla Maker Faire.

Disponibile con tutti: visitatori, addetti ai lavori, giovani, famiglie.

Ed entusiasta nel presentare le creazioni del suo gruppo di lavoro: una squadra di ragazzi competenti, aperti, sensibili e positivi.

Per la maggior parte del tempo Moretti ha avuto, letteralmente, "le mani in pasta".

È stato al fianco della sua stampante Big Delta, in versione 2 metri per 3 (ma che può arrivare a 6), che stampa in argilla, per fare case. E Moretti ha messo le mani, appunto, nell'impasto di sabbia e argilla necessario a edificare una struttura in soli due giorni.

 

Wasp Casa in argilla - Maker Faire

Per il cofondatore di Wasp questo è il momento storico della massima concretezza.

«La stampa 3D - ha detto a 3D Printing Creative - ha dato speranze, prospettive. Ha aperto il campo dell'autoproduzione. Però ritengo che il tempo per l'allenamento sia finito. Basta stampare per divertimento: ora bisogna cominciare a fare».

Stampa 3D per creare lavoro

Senza giri di parole Moretti dice che ora «bisogna stampare materiali vendibili. Noi vogliamo fare cose che si usano nella vita di tutti i giorni e che diano lavoro e in questo ci stiamo specializzando».

Dopo la fase di esordio delle plastiche, ora le stampanti di Wasp sono concepite per creare anche oggetti in ceramica, porcellana, materiali fluido densi, argilla.

Per poter creare abitazioni e cose da metterci dentro. Per l'uomo, insomma.

Per farlo la grande stampante utilizzabile per creare case dispone di un nuovo estrusore, capace di sostenere un peso di 50 chilogrammi.

Il lavoro di Wasp non è finito: la ricerca di nuovi materiali con cui edificare è un lavoro sempre in corso. Nelle idee di Moretti non ci deve essere limite all'immaginazione e alla sperimentazione. Sempre, però, con un forte attaccamento al reale e alla vita di tutti i giorni.

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