Stampa industriale, Rize One elimina il postprocessing

Rize, azienda guidata da Frank Marangeli, ha lavorato nell'ombra per due anni, ed oggi presenta senza preavviso un approccio che ha le carte in regola per ridefinirà il 3D printing.

La Rize One è la prima stampante 3d industriale che non richiede post processing delle componenti, rendendo realistica la corrispondenza tra flusso di lavoro teorico e  tempi e costi reali.

Secondo il Wholers Report 2016 il postprocessing è sempre sminuito se non dimenticato nella letteratura tecnica e sui media, ed è invece uno dei punti di forza della Rize.

Il metodo di deposizione è l'Apd, Augmented Polymer Deposition, che richiede il filamento Rizium, ovviamente prodotto dall'azienda.

I supporti e le parti da stampare sono separati dal fluido Release One, sempre lanciato dalla stampante, che rende immediata e senza resti la separazione delle due componenti.

Il tempo complessivo di produzione verrà ridotto fino al 50%, e do comnseguenza anche il costo e la complessità degli impianti.

Di grande importanza in campo industriale è anche la qualità di stampa: in particolare la perdita di forza sull'asse z, un problema in molti casi, viene dichiarata ridotta appena al 10%, molto migliore, secondo l'azienda, rispetto a quella dei concorrenti.

Il volume di stampa è di 300x200x150 mm, con strati di spessore fino a 250 μm.

Il software di slicing è proprietario ed è compatibile con Windows dalla versione 7 alla versione 10.

La Rize ha raggiunto questi obiettivi grazie a un finanziamento di 4 milioni di dollari da Longworth Venture Partners e SB Capital.

I suoi tecnici, provenienti dal settrore dell'additive manufacturing industriale (da  Z Corporation, Revit e Objet), hanno assommato un patrimonio di oltre 20 brevetti.

La stampante Rize One sarà commercialmente disponibile entro quest'anno.

Se vuoi rimanere sempre informato sulle novità della stampa 3D iscriviti alla newsletter gratuita.
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here