Stampa 3D e artigiani digitali nel Distretto del Casalingo

Un ciclo di seminari per parlare di stampa 3D, robotica, realtà aumentata, prodotti intelligenti.
Li ha orchestrati a quattro mani con Forum Omegna, Confartigianato Imprese Piemonte Orientale promuovendo, nel capoluogo del Cusio e di un distretto del casalingo che non c’è più, treincontri digitali” aperti a imprenditori, professionisti, insegnanti, studenti, cittadini.

Obiettivo: diffondere il nuovo Rinascimento rappresentato dal mondo del digitale mettendo a frutto gli spazi, anche di coworking, sorti nel 1998 sull’impianto della vecchia ferriera Cobianchi per “promuovere la ricerca storica sui processi di industrializzazione, la conservazione della memoria della civiltà industriale e l’identità del territorio”.
Un territorio, il Cusio, che ha visto nascere importanti marchi del casalingo e delle rubinetterie e che più di altri pare avere interesse «a celebrare il genio locale – come lo ha definito il presidente in carica di Forum Omegna, Tarcisio Ruschettistimolando i giovani a impadronirsi del proprio futuro grazie anche alle tecnologie digitali».

Costruire con le idee

Paolo Manfredi, Confartigianato Imprese
Paolo Manfredi, Confartigianato Imprese

Da qui l’abbrivio al primo dei tre incontri a calendario dedicato a stampa 3D, prototipazione rapida e cambiamenti possibili nel settore del manifatturiero italiano all’interno del quale segnaliamo l’intervento di Paolo Manfredi, responsabile strategie digitali, Confartigianato Imprese.
Sua la riflessione su come, «di fronte grande e continua capacità produttiva, a un’innovazione senza precedenti, a una disponibilità di soluzioni per la stampa 3D e a un relativo abbattimento dei costi per singolo device con il quale, ormai, è possibile stampare di tutto e su molteplici materiali, la difficoltà vera consista nel comprendere gli scenari a cui è possibile applicare le nuove tecnologie».
In un mercato uscito dalla crisi, è l’ulteriore puntualizzazione, la tecnologia incentiva il bisogno di offrire prodotti e servizi che "trasmettano qualcosa" a chi li acquista e ne fruisce perché «il sistema dei consumi uscito dalla crisi è un sistema in cui la standardizzazione ha smesso di essere il valore assoluto, quando si parla di manifattura».

Verso una manifattura digitale

Ecco che allora, da un’economia di scala, «dove la competizione si basa unicamente sul prezzo», le nuove tecnologie consentono, e senza finire fuori mercato, il passaggio a un’economia di varietà e a un’economia di personalizzazione, «dove è competitivo chi offre tante versioni di uno stesso prodotto e chi proporre prodotti che non sono standard».

Lo racconta bene New Craft, incontro virtuoso fra saper fare artigiano, innovazione tecnologica e cultura del progetto, in mostra presso la Fabbrica del Vapore di Milano per guardare all’opera i nuovi strumenti del digital manufacturing e capire la loro integrazione con il lavoro e le abilità degli uomini.
«Ma servono artigiani consapevoli – ha concluso Manfredi –. I centri di competenze tecniche, dove sperimentare direttamente l’impatto della tecnologia sui propri prodotti non mancano e si traducono in Fablab ormai diffusi sul territorio nazionale, il cui compito è sempre più quello di aiutare, in chiave di ecosistema, le imprese a entrare nella contemporaneità».

Un atelier digitale a Verbania

Electric_land_stampa3DUna cultura del progetto che Electric Land, startup nata a marzo 2012, sta provando a fare sua utilizzando il video projection mapping e la stampa 3D, con una Sunhokey Prusa hackerata, come forma di comunicazione visiva per raccontare il territorio.
Prima società iscritta nella sezione speciale delle startup innovative nella provincia alpina del Verbano-Cusio-Ossola, Electric Land, che ha sede a Verbania, presso l’Unione Industriale del VCO, e utilizza anche un laboratorio presso lo spazio co-working di Forum Omegna, è rapidamente diventata un Centro di produzione e distribuzione di eventi digitali, fondati in particolar modo sulla tecnica innovativa del videomapping.

«Oggi – ha puntualizzato Pietro Capriata, che in Electric Land si occupa di innovazione e progettazione – il focus si è spostato sullo sviluppo di un atelier digitale che ha come protagonista il territorio e la realizzazione di un network di competenze attraverso una serie di aperitivi digitali (ogni venerdì del mese) e una campagna di crowfunding per allargare la “flotta tecnologica” e le competenze a bordo».

Pietro Capriata, Electric Land
Pietro Capriata, Electric Land

«La stampa 3D? Un’enorme opportunità per chi, anche in un cantiere aperto come il nostro, è interessato a far partire, come da statuto startup, altre piccole realtà innovative in un territorio dove, purtroppo, le difficoltà economiche e occupazionali non mancano».

 

 

 

 

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2 COMMENTI

  1. Il mondo cambia , in pochissimi anni la tecnologia digitale ha consentito di essere presenti in ogni parte del mondo chi non si aggiorna e non si adegua adegua rischia di essere messo fuori dal mercato .
    Giulio Capriata

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