Sharebot svolta sul professionale

 

Il mondo della stampa 3D va verso il professionale. Lo pensa e ce lo dice Arturo Donghi, di Sharebot.

L'imprenditore brianzolo sta per uscire sul mercato con un trittico di stampanti che fanno fare il salto di qualità alla società di Nibionno e la proiettano in un contesto internazionale.

A gennaio, infatti, si vedranno sul mercato la Voyager, la Snow White e la Q.

La prima è una macchina a tecnologia DLP, che solidifica la resina attraverso un raggio UVA. ogni flash corrisponde a uno strato di materiale. In questo modo riesce a essere più precisa.

La dimensione del piatto, di 5X10X10 centimetri, indirizza la stapante a lavori di precisione, nei settori della gioielleria e del dentale. Il prezzo dovrebbe oscillare nella fascia fra i 3mila e i 5mila euro.

La seconda stampante che vedremo a gennaio è la SLS Snow White, a sinterizzazione di polvere, che in questo caso avviene tramite laser.

Concepita per grandi velocità in fase di stampa (si parla di un terzo del tempo rispetto alla tecnologia FDM), sarà indirizzata al mondo delle aziende meccaniche.

Ammiraglia delle novità del 2015 sarà la Q, che Donghi definisce essere il massimo della tecnologia Fdm: doppio filamento, mono estrusore, autoleveling del piano, sensore di controllo del filamento, prototipazione avanzata, ugelli fino a 0,32, 0,6. La differenza la fanno le dimensioni: piano in formato A3, per 25 centimetri di altezza.

Già disponibile sul mercato è la Materia 101, stampante che altro non è che la Kiwi, rivista con elettronica Arduino.

Stampante 3D Arduino Sharebot

Come ha detto Donghi a 3D Printing Creative, la stampante nasce proprio da una richiesta della realtà di Massimo Banzi, che voleva fornire una stampante che potesse diventare open source. Sharebot ha optato per la Kiwi perché facila da usare e manipolare. Hackerabile è il termine usato.

CONDIVIDI

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO