Osservatorio Mecspe: Italia pronta alla manifattura 4.0

Gli imprenditori della meccanica e della subfornitura sono sempre più positivi riguardo il loro futuro: il 63,5% si dice ampiamente contento delle performance raggiunte in termini di fatturato, ordini e liquidità. Il dato emerge dall’Osservatorio MECSPE realizzato da Senaf in occasione di MECSPE, la fiera internazionale delle tecnologie per l’innovazione, che si terrà presso Fiere di Parma dal 17 al 19 marzo.

L’indagine è stata condotta fra gennaio e febbraio da GRS Research & Strategy su un campione di aziende della meccanica e della subfornitura utilizzando i metodi CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) e CATI (Computer Assisted Telephone Interviewing). Sono state raccolte 230 risposte, un campione casuale, statisticamente significativo, caratterizzato da una distribuzione territoriale allineata all’universo di partenza.

L’Osservatorio conferma il trend positivo delle passate rilevazioni. Rispetto a quelli registrati nel 2014, i fatturati sono in crescita per il 50,7% delle aziende e stabili per il 36,7%; dal punto di vista dell’occupazione il 47,4% ha assunto nuovo personale mentre il 43,4% non ha avuto variazioni; gli ordini sono adeguati alle esigenze finanziarie (69,7%) e la liquidità è buona per il 48,4% (+13,4% rispetto allo scorso anno).

Oltre la metà degli imprenditori prospetta di chiudere il 2016 con fatturati in crescita (53,2%), mentre il 38,4% di mantenerli stabili; ben il 32,6% prevede di assumere (+17,8% rispetto alle prospettive per il 2015) mentre solo il 3,2% di ridurre il proprio organico. Fiducia anche nel buon andamento del mercato in cui operano, con solo il 7,3% di aziende che, nei prossimi tre anni, teme una flessione.

«Ci troviamo di fronte a un mercato che è tornato a correre – ha detto il direttore di Senaf, Emilio Bianchi e lo fa puntando sui solidi mercati dell’Europa Centro-Occidentale, scelti da quasi 8 aziende su 10, e su quelli in forte espansione dell’Europa dell’Est che attirano oltre un terzo delle nostre imprese, mostrando di non temere i competitor internazionali e investendo in R&D 3 imprenditori su 10 sono disposti a investire oltre l’11% del proprio fatturato per migliorare la propria produzione. Lo scorso anno era solo 1 su 10 a osare tanto».

Investire in R&D porta maggiori successi aziendali in termini di fatturati, ordinativi e soddisfazione: il 48,9% di chi investe in R&D ha visto crescere il proprio fatturato rispetto al 2014; il 71,4% ha un portfolio ordini adeguato e ben il 61,7% si dice ampiamente soddisfatto delle performance della propria azienda.

Sempre secondo Bianchi, i dati dicono «che la strada verso un’industria 4.0 è ancora lunga, ma stiamo andando nella giusta direzione: 2 imprenditori su 10 promuovono a pieni voti il nostro Paese e 6 su 10 giudicano comunque sufficiente il grado d’informatizzazione attuale. Una spinta verso un manifatturiero 4.0 potrà venire dagli stessi imprenditori della meccanica e della subfornitura: se il 46,4% si vede già alla guida di una ‘fabbrica intelligente’, il 43,6% ammette che ci sono ancora molti sforzi da fare».

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