Maker Commons: l’università diventa 3D

In Pennsylvania, a metà strada fra Pittsburgh e Philadelphia, presso la biblioteca dell'università Penn State è partito un laboratorio di stampa 3D aperto a studenti e docenti e con connessioni aperte verso il mondo dell'Internet of Things.

Il laboratorio, chiamato Maker Commons, ospita un network di stampa costituito da 32 stampanti desktop di MakerBot e anche Invention Studio, ossia il luogo in cui gli studenti possono utilizzare littleBits per la prototipazione rapida di dispositivi, e offre consulenti per rispondere alle domande e aiutare con i progetti.

Gli studenti provenienti da tutte le sedi del campus Penn State possono inviare i progetti alle stampanti 3D tramite un apposito sito: possono caricare i loro disegni, e ciascuno sarà aggiunto alla coda di progetti in attesa di essere stampati.

Il campus di Penn State University
Il campus di Penn State University

Quando una richiesta di stampa viene completata, il sistema invia l'oggetto prodotto mediante lo stesso sistema di consegna utilizzato per le richieste di materiale librario del campus e può essere ritirato al banco della biblioteca universitaria.

In sostanza il laboratorio darà agli studenti di tutte le discipline la possibilità di concretizzare le proprie idee, indipendentemente dal fatto che abbiano esperienza con la stampa 3D o meno.

Per il CEO di MakerBot, Jonathan Jaglom, Penn State sta preparando gli studenti per i lavori del futuro: «Apprendere dai fallimenti, lavorare in modo collaborativoe interdisciplinare e gestire un prodotto dal concetto all'oggetto fisico sono le competenze che servono oggi».

Entusiasti i docenti. Uno per tutti, Tim Simpson, professore di ingegneria meccanica e industriale e co-direttore del Centro di Penn State per i Materiali innovativi, per il quel il Maker Commons contribuirà ad aprire gli occhi agli studenti su tutte le possibilità offerte dalla tecnologia e convincerà le varie facoltà a integrarla senza soluzione di continuità nei loro corsi.

Non da meno gli studenti: Mitchell Lester, laureando in ingegneria meccanica, è membro del team di Lunar Leon che sta già utilizzando stampanti MakerBot per progettare e costruire unanavicella spaziale. Lester dice la stampa 3D non solamente migliora il lavoro del team, per costruire modelli di motore e altre parti, ma alimenta anche la voglia di apprendimento: «Quando si inizia a lavorare con le stampanti 3D si inizia anche a pensare in 3D».

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