Kanèsis, dalla canapa alla stampa 3D

La startup siciliana Kanèsis, impegnata nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di nuovi materiali termoplastici di origine naturale, ha brevettato un primo biocomposito per la stampa 3D derivato dal riutilizzo degli scarti di lavorazione della canapa industriale, finora impiegati come fertilizzante, combustibile o alimento zootecnico.

Si chiama HBP e a metà maggio sarà varata a suo sostegno una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo.

Hbp Kanesis

Alla società di Ragusa l'HempBioPlastic è risultato essere meccanicamente più prestante rispetto alle altre bioplastiche già presenti in commercio.

Viene definuito esteticamente più pregevole, con venature che ricordano il legno, resistente e facilmente lavorabile.

L'HBP, di cui è stata depositata una domanda di brevetto internazionale, viene detto più leggero del 20% e più resistente del 30% rispetto al PLA.

Può essere utilizzato per tutte le applicazioni industriali che utilizzino come materia di base granuli termoplastici di derivazione sintetica, senza esigere modifiche sostanziali dei macchinari.

La produzione dell’Hemp Filament (HF) adatto per la stampa 3D con tecnologia FDM è il primo campo di applicazione dell’HBP.

Kanèsis dice che l’HF si distingue rispetto ad ABS e PLA per una maggiore aderenza e coesione a livello molecolare tra gli strati del materiale grazie alla sua particolare composizione.

Esteticamente il filamento ha colore bruno, simile al legno, con una colorazione superficiale che può lievemente essere alterata al variare della temperatura di estrusione.

hbp Kanesis

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