Hardware

I principali produttori di sistemi per la stampa additiva, dalle stampanti 3D da scrivania fino ad arrivare ai modelli professionali per la prototipazione rapida e agli scanner 3D.

Collage Hardware3D (Large)

Un elenco in continuo aggiornamento dei produttori di stampanti scannaer e altro hardware legato alla stampa 3D. Per l’inserimento in questo elenco, o per segnalare variazioni o imprecisioni, ci farebbe piacere che ci contattaste.

Soitech. Giovane e ambiziosa realtà bolognese nata nel 2015 ma con alle spalle altre esperienze imprenditoriali nel mondo della stampa 2D, fa affidamento su un centro R&D composto da ingegneri, periti elettronici, meccanici ed elettricisti specializzati in movimentazione e punta su una proposta di tecnologie e design made in Italy. Sue le stampanti 3D Leonardo, Raffaello e Michelangelo, caratterizzate da generose dimensioni di stampa e dalla possibilità di estrudere diverse tipologie di materiali, dalla stampa alternata di due filamenti anche di tipologia e colore differenti, e dal secondo estrusore di serie.

Smart3D.net. Nasce a Valenza (Alessandria) dall’esperienza di progettisti di alta gioielleria per aziende di livello mondiale. La profonda conoscenza dell’evoluzione tecnologica ha permesso ai due soci fondatori, Andrea Dotta e Andrea Gié, di creare una realtà che sa portare la stampa 3D al servizio della professionalità. L’azienda propone le stampanti Smart3D Tucano, disponibili con vari piani di lavorazione e pronte all’utilizzo di materiali per microfusione diretta, ceramici o ad alta resistenza termica. La Tucano 2 stampa fino a 5 centimetri/ora. Nel carnet di offerta c’è anche la Smart3D MiiCraft High Resolution, macchina velocissima che sa portare la prototipazione rapida sulla scrivania (produce 4 anelli in meno di due ore).  Smart3D.net propone anche un sofware professionale di gioielleria per Rhinoceros e fa servizi di scansione 3D e di prototipazione rapida ad alta definizione.

GiMax3D.  Il progetto GiMax3D è nato a Oste di Montemurlo (Prato) a settembre 2013 da un’azienda che fa automazione industriale da oltre 15 anni. Già a dicembre è nata la stampante Standard 1.0, macchina opensource con piatto di stampa riscaldato di 300x250x250 e doppio estrusore. A oggi la società di Gianni Querci ha più macchine: Standard 1.0, Standard 2.0 con le stesse caratteristiche ma con area di stampa di 400x400x400 e la nuova piccola Maty a singolo estrusore e con piano riscaldato di 150x150x120, indirizzata ai maker. Le stampanti GiMax3D estrudono tutti i filamenti termoplastici, dalla gomma più morbida alla plastica più rigida compreso Laywood, Laybrick e Pva.

Blue Tek. La società di Cornate d’Adda (MB) ha sviluppato al suo interno sia la meccanica che l’elettronica delle stampanti Strato 3D, con l’obiettivo di creare una stampante che potesse superare le prove dell’Omologazione di Sicurezza Tedesca (TUV). La Strato è dotata di un gruppo estrusore su bronzine e, la bobina del filamento viene alloggiata nel fianco destro della carrozzeria. La scheda elettronica è disegnata e realizzata in Blue Tek ed è basata su un microprocessore a 32 bit con coprocessore matematico. La stampante è dotata di display LCD, lettore schede SD e chiavi USB. Ha anche un contatore di ore di stampa effettuate, per ottimizzare la manutenzione ordinaria e valutare bene il valore in caso di rivendita.

3DFactories. Nasce nel 2011 come reparto della Aroja ceca, azienda che vanta una lunga tradizione nella meccanica di precisione. Offre stampanti 3D di tecnologia FDM nelle tre linee per il mercato domestico (Visions), professionale (Easy3DMaker e Profi3DMaker) nonché aziendale (ProProfi e Maxi), quest’ultima capace di un volume di stampa di 1 metro cubo (estendibile addirittura a 6 metri cubi). Tutte le stampanti utilizzano filo di stampa non proprietario, ma per garantire i migliori risultati  è disponibile la linea di materiali specifici ABS, PLA, PVA e gomma denominati PrintPlus disponibili in Italia assieme alle stampanti presso il distributore Lista Studio.

3D Systems. Fondata nel 1986 in California è una delle più note aziende specializzate in soluzioni per la stampa 3D, dalle macchine ai materiali. La sua offerta è piuttosto articolata, con macchine che impiegano diverse tecnologie per la stampa additiva: stereolitografia (SLA), sinterizzazione laser selettiva (SLS), 3D Print e modellazione a deposizione fusa (FDM). In particolare la stereolitografia è stata inventata dal fondatore di 3D Systems, Chuck Hull. 3D Systems ha acquistato nel 2012 Z Corporation, specializzata anch’essa in stampanti 3D.

Arcam. Società svedese fondata nel 1997 per produrre stampanti 3D basate sulla fusione a fascio di elettroni (EBM,  Electron beam melting). Una sorgente di elevata energia, composta da un fascio opportunamente concentrato e accelerato di elettroni, colpisce un materiale in forma “micro granulometrica” provocandone la fusione completa. Particolarmente impiegata nel campo aerospaziale e degli impianti ortopedici.

Blueprinter. Società danese specializzata nella produzione di stampanti 3D da scrivania basate sulla tecnologia proprietaria SHS (Selective Heat Sintering), molto simile a quella della sinterizzazione laser SLS se non per il fatto che impiega testine termiche per la fusione. La testina applica calore su strati di polvere fondendoli e aggregandoli in strati fino a formare l’oggetto.

Envisiontec. Fondata nel 2002 in Germania, ha sviluppato una linea di stampanti 3D per impieghi che vanno dall’ortodonzia alla gioielleria. Ha messo a punto la tecnologia Perfactory che costruisce i prototipi  con resine fotosensibili impiegando un proiettore DLP (Digital Light Processing) del tutto identico a quelli usati nelle presentazioni in ufficio. I manufatti prodotti sono caratterizzati da un’elevatissima precisione.

EOS. Fondata nel 1989 in Germania, è uno dei principali player mondiali nell’ambito dell’additive manufacturing. La sua offerta si basa essenzialmente sulla tecnologia SLS, con un ampia gamma di modelli in grado di realizzare prototipi usando come materie prime plastica, metallo o sabbia.

ExOne. Tra i pionieri della manifattura additiva, la società statunitense di Irwin, in Pennsylvania, fondata nel 2005 è specializzata in macchine per la produzione di prototipi mediante testine di stampa che spruzzano legante in letti appositamente preparati e formulati con materiali che comprendono vetro, acciaio, bronzo e tungsteno.

Makerbot. Fondata nel 2009, è stata comperata da Stratasys nel 2013. Atteso tra breve il modello Makerbot Replicator Mini che sarà venduto a 1.375 dollari.

Mcor Technologies. Innovativa azienda irlandese fondata nel 2004 che ha sviluppato una tecnologia per la stampa 3D veramente particolare. Sfrutta i normali fogli di carta da fotocopiatrice che vengono ritagliati con tecnica LOM (Laminated object manufacture) e incollati strato su strato fino a produrre oggetti tridimensionali in full-color.

Object.  Object si è fusa nel 2012 con Stratasys (vedi voce relativa).

Renishaw. Fondata nel 1973, ha messo a punto anche una stampante 3d basata sulla fusione laser, una tecnologia per la produzione additiva che utilizza un laser a itterbio a fibra ad alta potenza per fondere le polveri metalliche e creare pezzi tridimensionali funzionanti. Nell’ambito della produzione additiva ha sviluppato anche macchine per lo stampaggio sotto vuoto in Nylon.

Sharebot. Tra tante multinazionali, ecco una dinamica startup italiana, fondata da Andrea Redaelli e focalizzata nella costruzione di stampanti 3D. Il suo modello più recente è la Sharebot NG, in vendita a circa 1.700 euro. È basata sulla fabbricazione a fusione di filamento (FFF).

Stratasys. Tra i colossi del settore della stampa 3D,  Stratasys è stata fondata da Scott Trump, l’inventore della tecnologia FDM. Nel 2012 si è fusa con la concorrente israeliana Object, i cui prodotti sono entrati a far parte della sua gamma. Nel 2013 ha acquisito Makerbot che rimane società sussidiaria a sé stante.

Voxeljet. Azienda tedesca fondata nel 1999, nota in particolare per la stampante 3D VX4000, in grado di produrre oggetti dal volume di ben  4x2x1 metri, tra i quali tre copie della Aston Martin DB5 di James Bond in Skyfall. Gli oggetti vengono creati applicando strato su strato polveri di PMMA che vengono legate tramite solvente chimico, applicato in maniera selettiva da una testina di stampa.

Z Corporation. Acquisita nel 2012 da 3D Systems, la sua gamma è composta attualmente da sei modelli a marchio ZPrinter. La tecnologia che impiega è quella definita 3D Print, sviluppata dal MIT di Boston, brevettata con il marchio registrato 3DP e ceduta in seguito a Z Corporation.