Gli Emirati Arabi costruiscono in 3D. E a Dubai ci lavorano

La notizia potrebbe essere relegata nel novero delle “sperimentazioni” con la stampa 3D di cui molte volte ci è capitato di scrivere sia su questo sito, sia sulle pagine di 3D Printing Creative, se non fosse che la realizzazione di cui parliamo si inserisce in un ben più articolato piano di adozione della manifattura additiva che investe un intero Paese: gli Emirati Arabi.
Nei giorni scorsi a Dubai è stato infatti inaugurato il primo ufficio perfettamente funzionale interamente realizzato in 3D.

Come è fatto

Un edificio a un piano, con una superficie di circa 250 metri quadri, realizzato usando un materiale cementizio speciale, sviluppato negli Emirati e negli Stati Uniti, per il quale sono stati condotti accurati test di resistenza in Gran Bretagna e Cina, e soprattutto una stampante in grado di lavorare su una superficie di 6 metri x 36 x 12. Realizzato in 17 giorni e costato circa 140.000 dollari, l’edificio è a tutti gli effetti ancora un prototipo, ma è il Ministro degli Affari Interni degli Emirati Arabi Mohamed Al Gergawi a sottolineare come si tratti del primo edificio stampato in 3D perfettamente funzionale, nel quale già è possibile svolgere normali attività lavorative. Sono installati e attivi l’impianto elettrico, quello idraulico, l’impianto di condizionamento e tutti i cablaggi necessari per i servizi di comunicazione.
Non a caso è già adibito a ospitare gli uffici di Dubai Future Foundation, la realtà che governa l’intero progetto e che guida anche la realizzazione del Museum of the Future.
Per realizzarlo è stato necessario ingaggiare uno staff preposto al funzionamento della stampante, un gruppo di sette persone per l’installazione on site, un team di 10 persone per l’installazione degli impianti.
In fase di installazione, sono state portate in cantiere ulteriori stampanti per poter aggiungere componenti laddove necessari.

Entro il 2030 a Dubai il 25 per cento degli edifici in 3D

Secondo Al Gergawi, l’adozione in massa delle tecnologie di stampa 3D consentirebbe di abbattere dal 50 al 70 per cento i tempi di realizzazione degli edifici e dal 50 all’80 per cento i costi di realizzazione. Non a caso il piano è quello di arrivare al 2030 con un quarto degli edifici di Dubai realizzati in 3D.
Sulla questione è intervenuto anche lo sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum, vice presidente e Primo Ministro degli Emirati Arabi ed emiro di Dubai, gli Emirati si propongono oggi come uno dei principali incubatori tecnologici e di innovazione: “Perseguiamo azioni, non teorie – ha dichiarato -. Il mondo in rapido cambiamento ci impone di accelerare il nostro percorso di sviluppo, dal momento che la storia non ci riconosce per i nostri piani ma per ciò che otteniamo”.

La 3D Printing Strategy degli Emirati

L’ufficio stampato in 3D, dunque, si inserisce in un piano più complesso e complessivo, lanciato circa un mese fa. Una 3D Printing Strategy, così viene definita, nella quale l’ufficio 3D si inserisce come caso di studio, a disposizione di enti regolatori, ricercatori e centri di sviluppo sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Un laboratorio reale sulle applicazioni e implementazioni della stampa 3D.
Per gli Emirati Arabi, si legge anche nelle note pubblicate sul sito dell’ente preposto alle comunicazioni governative, sfruttare il vantaggio competitivo della stampa 3D potrebbe essere una delle chiavi per fare degli Emirati Arabi uno degli hub economici più sostenibili, soprattutto nell’ottica di future realizzazione di cittadelle dedicate i diversi ambiti

 

 

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