Dalla tesi alla pratica: la cassa acustica stampata in 3D

Iride è una cassa acustica stampata in 3D con una DeltaWASP 3MT ed è un progetto di tesi di Lorenzo Filipponi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, che ha visto come relatore Alessandro Zomparelli.

Gli studi legati al materiale e alle forme hanno consentito di ottenere una cassa acustica passiva dal forte potenziale funzionale ed estetico.

Un problema che si affronta approcciandosi all’audio designing è relativo al controllo delle onde riverberanti che si generano all’interno del cabinet.

Queste ultime, per non interferire con il normale funzionamento dello speaker, devono trasformarsi da energia meccanica quale sono, ad energia termica. Questo passaggio non è banale e ha bisogno di superfici e materiali idonei allo scopo.

La cassa acustica Iride, sfruttando un solo materiale, il PLA, riesce a risolvere le problematiche relative all’assorbimento sonoro, alla riflessione e al disaccoppiamento meccanico con l’ambiente.

La complessità della struttura ha visto il coinvolgimento di due differenti approcci di modellazione.

Il volume e gli ingombri sono stati processati utilizzando un software a struttura dati di tipo mesh, elaborati in seguito su Grasshopper, un plug-in di Rhinoceros a programmazione nodale, utilizzato per tracciare i percorsi dell’utensile ed esportare un Gcode da inserire direttamente nella macchina.

Le prove di risposta in frequenza e modulo d’impedenza, sono state eseguite in collaborazione con l’azienda Garvan Acoustic di Faenza, che oltre ad avere messo a disposizione le componentistiche Hi-Fi di elevata qualità, dispone di una camera semi-anecoica, un tecnologico laboratorio per l’esecuzione delle misurazioni e dei test acustici sui prodotti in condizioni ottimali.

Grazie agli elevati valori di isolamento dall’ambiente esterno e agli alti coefficienti di fonoassorbimento delle superfici interne che rendono l’ambiente assimilabile al campo libero, è possibile realizzare misurazioni fonometriche di precisione senza componenti sonore riflesse, rumori di fondo e ogni residuo vibrazionale.

Le prove in camera semi-anecoica sono risultate promettenti e soddisfacenti sotto ogni aspetto, invogliando a continuare la ricerca e trovare soluzioni sempre più performanti.

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