Arconic migliora le polveri metalliche

L'evoluzione della produzione diretta di oggetti attraverso tecniche metalliche è tanto luminosa da spingere colossi storici a separare la nuova attività da quella tradizionale.

E' il caso di Alcoa, che entro fine anno si dividerà in due, mantenendo il marchio per i prodotti tradizionali e affidando le innovazioni, tra le quali la stampa 3D, al nuovo marchio Arconic.

L'azienda ha investito 60 milioni di dollari su materiali e processi di stampa 3D per gli stabilimenti di stanza in California, Georgia, Michigan, Pennsylvania e Texas.

Il nuovo impianto appena aperto in Pennsylvania è dedicato alle nuove polveri metalliche per la stampa 3D.

L'impianto produrrà titanio, nichel e alluminio in polveri dalla formulazione proprietaria, ottimizzate per stampare componenti aerospaziali.

Alcoa specificamente mira a sviluppare materiali con le proprietà necessarie per componenti ad alte prestazioni.

Negli ultimi 100 anni, la società ha inventato la maggior parte delle leghe di alluminio oggi impiegate in altri comparti del settore aerospaziale, dalle vernici al combustibile per razzi.

Alcoa ha anche investito ulteriormente nel processo Ampliforge, che combina la produzione tradizionale con quella additiva.

Con Ampliforge si può progettare e stampare in 3D un componente quasi completo, quindi per trattamento usando un processo produttivo tradizionale come la fucinatura, raggiungendo una robustezza complessiva che la stampa 3D da sola non potrebbe raggiungere. Alcoa sta sperimentando questa tecnica a Pittsburgh e Cleveland.

Alcoa Additive Manufacturing_2015

 

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