3Dfast porta la stampa 3D italiana in Ecuador

Mattia Boron di 3DFast nel laboratorio dentale della Plake a Quito, in Ecuador.

3Dfast, service italiano con stampanti 3D prodotte nel nostro paese, soddisfa le richieste di innovazione dell' Equador in ambito odontotecnico introducendo nel paese sudamericano una nuova tecnica che combina manifattura additiva e sottrattiva

3Dfast è un pioniere della stampa 3D nel mercato biomedicale: è stato il primo service di manifattura additiva italiano a produrre tramite fusione laser selettiva le sottostrutture in cromo cobalto per le protesi dentali.

Ha tra l’altro brevettato nel 2010 un processo ibrido che coniuga vecchie e nuove tecnologie, combinando la produzione con tecnologia additiva SLM e la ripresa su macchine a controllo numerico degli elementi dentali.

Le richieste dei clienti che arrivano alla 3Dfast sono tra le più variegate, ma il caso più particolare che è capitato all’azienda padovana coinvolge le stampanti 3D prodotte dall’italiana Sisma e l’ Ecuador, il piccolo paese che si trova sulla costa occidentale del Sudamerica.

Proprio così, il territorio che nel nostro immaginario è associato alle montagne, al mare, al cioccolato e all’avventura in genere, ma che ora dovremo associarlo anche alla manifattura additiva, a quanto pare.

Abbiamo raccolto la testimonianza, arrivata direttamente da Quito, la capitale dell’Ecuador che si trova a 2.850 metri sul livello del mare, di Mattia Boron, responsabile della ricerca e sviluppo in 3Dfast.

«Cosa potrebbe attirare due realtà così differenti come la nostra aziende e l’Ecuador? - ci racconta Boron -. In una sola parola Sisma, il produttore italiano di stampanti 3D con il quale nel 2105 abbiamo intrapreso un percorso di ricerca e sviluppo per proporre su larga scala il nostro processo brevettato che combina stampa 3D e CNC, ottimizzandone ogni singolo aspetto attraverso nuovi brevetti e nuovi sviluppi: dalla preparazione dei file, alla caratterizzazione dei materiali, alla verifica della precisione e ripetibilità delle connessioni implantari ottenute. Processo oggi conosciuto come Sint&Mill. Nelle Canarie, una vecchia conoscenza di 3Dfast ha incontrato un importante odontoiatra ecuadoregno durante un convegno in Portogallo e gli parla proprio di Sint&Mill. Dopo poco, è arrivata la richiesta per instaurare una partnership che ci ha spinto oltre oceano, a Quito in Ecuador, in un’avventura che vede 3Dfast, protagonista in una prima assoluta per questo paese: l’introduzione della tecnologia di fusione laser selettiva della MySint 100 di Sisma e del processo Sint&Mill presso il laboratorio dentale Plake di Quito».

Lo staff di 3Dfast era inizialmente perplesso, perché non sapeva a cosa andava incontro ed era scettico al riguardo della competenza odontotecnica di quel paese.

«E invece - afferma Boron - ci siamo confrontati con tecnici giovani e molto preparati sulle tecniche analogiche tradizionali e digitali innovative per la produzione di protesi dentali in metallo-ceramica. Nel corso della permanenza nella capitale, abbiamo dovuto operare un vero e proprio cambio di mentalità nella quotidiana produzione del laboratorio: la sfida, non era solo far funzionare le macchine e formare il personale, ma far capire ai tecnici come, quelle macchine, avrebbero inevitabilmente modificato il loro modo di lavorare, a partire dalla progettazione della protesi alla finitura della stessa, rendendo spesso inutili molte operazioni che erano, invece, prima necessarie. La nostra avventura è proseguita con un progetto che prenderà a breve il via e fortemente voluto dal governo centrale ecuadoregno, in capo al ministero della salute pubblica e rivolto alla costituzione di un centro altamente specializzato nella produzione di protesi “Patient Fit” che possa servire i maggiori ospedali del paese».

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